Pesca Miracolosa
23/01/2022 Cristiano Dall’ara
Queste opere sono presenze. Di esse, a prima vista apparentemente semplici,ricordi lo schema con facilità e, perché no, con gioia. Le porti con te, ovunque tu decida di evocarle. E le evochi non per sfuggire alla realtà, ma come griglia interpretativa per scoprire, o generare, nuovi aspetti del mondo. Quindi, queste opere sono esercizi di stile.
Quando poi si appoggia e si mantiene su di esse la propria attenzione, però, pare di venire a fare parte dell’atto stesso della loro creazione. Ci si sente mossi internamente, ma non passivamente; non si tratta cioè di rapimento. Si è invece mossi da un sottile senso di partecipazione, tramite una sorta di compartecipazione tra l’autore, l’opera e il fruitore – tutti termini limitanti poiché l’uno muta delicatamente nell’altro – in un gioco d’incanto.
Frutto di una consapevolezza educata, queste opere permettono, a chi si lascia coinvolgere, di educarsi, tramite la differenza, ad abbracciare l’altro.