Cara Marica,
Sai ieri ho fatto il bagno vicino a Pissouri,il mare era splendido,limpido e tiepido.Se non fosse Dicembre, tutto sarebbe tranquillo.
L’uomo e la natura stanno passando dei brutti momenti con paradossi fino alla nausea…

Spero che tu stia bene e serena per quanto è possibile.

Aspettando l’inverno ho continuato a dipingere come ti dicevo, marmellate e conserve del Mediterraneo. Ho tenuto duro fino al possibile le immagini dei barattoli con le polpe e i canditi colorati ma sono finito inevitabilmente fuori tema. Le ultime tele si sono trasformate e arricchite delle mie emozioni; dai barattoli, rottisi, sono venute fuori marmellate di cielo, di verde, di ossigeno e altro che ancora non so cosa sia.

Ho avuto dei grandi problemi da ragazzo quando frequentavo la scuola media, era un’età difficile quella. Nei compiti in classe d’italiano ero solito prendere tre o due.
Nel foglio protocollo a righe piegato in verticale a metà, sotto il mio nome, spesso era scritto con la matita rossa un perentorio “fuori tema”.

La scuola dell’obbligo ha fatto fatica a lasciarmi andare.
Poi l’Istituto d’Arte, “Lettera a una professoressa” di Don Milani e la teoria delle “Intelligenze multiple in classe” di Howard Gardner mi hanno tolto dalla strada così sono diventato un pittore e non un terrorista.

Organizzavo nella mia mente le forme, pensavo ai colori e poi li dipingevo sulla tela grande appesa al muro: arance, frutti di bosco, pomodori e acciughe. Questo lavoro, intuivo, aveva il sapore di Burri e di Turner; sentivo, vedevo pezzi dei loro quadri, ero con loro. Mi ha accompagnato il Burri del “Palazzo Albizzini”: la sua memoria del paesaggio, le vedute dall’alto, i campi di grano bruciati nelle sue combustioni, l’eleganza dell’agricoltura umbra-toscana nelle grandi composizioni; sguardi e
energie volte a placare i paradossi del suo tempo.
Poi il Turner della Tate Gallery, cieli e mari infuocati, colori invischiati dalla notte, illuminati dalla passione dove la luce del giorno è un dettaglio, emozioni che vanno oltre il tema dell’opera e vanno a rappresentare lo scontro tra lui e il mondo. (...perche’ ho perso il mio centro lottando contro il mondo. Ezra Pound “Frammenti”).

Ho viaggiato tra le mie tele con questi riferimenti; il tema delle conserve mi teneva dentro le forme, dentro la memoria dell’uomo. Dipingevo il contenitore di vetro e la trasparenza, il colore del prodotto con i profumi; aggiungevo un fondo in relazione con l’ambiente e toccavo con un gesto la fine del tema. Pitturavo in astratto immagini reali…
A un certo punto le polpe di frutta hanno cominciato a muoversi, l’idea iniziale si intorbidiva disturbata da un desiderio di accelerazione, distribuivo i colori velocemente cercando solo un minimo di contrasto, mettendo i chiari e gli scuri del colore insieme nello stesso pennello e senza fermarmi arrivavo a finire lo spazio.
I barattoli non hanno retto la pressione di questi impulsi e alla fine si sono rotti. Le conserve sono uscite dal tema per mescolarsi con tutto l’altro. Questo che ti mando è uno degli ultimi pezzi in lavorazione.
Mi viene voglia di chiamarli marmellate di dramma…

Stefano Paci

Presentazione di Michalis Pieris

 

Acrilico su tela